Un Papa moderno

15 07 2008

Young friend, God and his people expect much from u because u have within you the Fathers supreme gift: the Spirit of Jesus – BXVI

Cosa avrà spinto Benedetto XVI ad usare un SMS e a scriverlo con la “u” al posto di “you” ? Il desiderio di apparire giovanile, al passo coi tempi e con le tecnologie, ovviamente.

Purtroppo, devo ammettere che si tratta di una scelta felice…. quanto si ha da imparare dalla Chiesa cattolica e dalla sua comunicazione apparentemente poco efficace. Chi altro infatti potrebbe mai essere nella sostanza tanto intransigente e retrogrado su tutti i temi (dalla dottrina alle messe in latino, dall’abbigliamento al rapporto con la scienza, dai temi “etici” alla realpolitik con i Cinesi) ed apparire moderno e conciliante con un solo messaggino privo di significato, ma dalla forma giovanile ?

La verità è che ciò che nessuno avrebbe neppure avuto il coraggio di pensare… a Benedetto XVI viene invece giosamente concesso da un enorme pubblico di sudditi privi di coscienza critica che accettano le sue parole con totale e rassegnata accondiscendenza.





Nessuno è colpevole

7 07 2008

Tra le tante contraddizioni della morale cristiana, quelle relative al peccato e alla colpa sono tra le più eclatanti. Illuminante è a riguardo uno stralcio tratto da “Le filosofie atiche e medievali” di Giovanni Casertano:

L’uomo è libero: se non si ammettesse ciò, non si potrebbe ammettere l’agire morale dell’uomo. Ma la libertà dell’uomo, che è un dono divino, significa che l’uomo può scegliere il bene, ma può scegliere anche il male: cosí ha fatto Adamo, e con lui ed in lui tutta l’umanità ha peccato; senonché il male fatto dall’uomo non va imputato a Dio, bensí soltanto all’uomo, anche se Dio ha previsto il suo peccato. Ma Dio, onnisciente (prevede il peccato dell’uomo) è anche onnipotente: non determina quindi l’uomo al male? La risposta di Agostino è in fondo – e non poteva essere altrimenti – una riaffermazione della tesi assunta, della conciliazione cioè tra l’onniscienza-onnipotenza divina ed il libero arbitrio dell’uomo è vero che Dio prevede l’azione umana, ma la prevede proprio come il risultato della sua libera volontà.

Quale equilibrismo dialettico per conciliare la libertà di azione degli individui con l’onniscenza e onnipotenza di Dio! Eppure il discorso ha pure una sua qualche coerenza interna, a patto però di rinunciare al concetto di “responsabilità” morale.

In sostanza, da un punto di vista superiore, le azioni di un individuo sono determinate in modo completo da due sole “forze”: le sue caratteristiche “genetiche” o “di nascita” e l’ambiente esterno con il quale l’individuo interagisce. Non è chiaro quale delle due forze sia preminente (o in quale misura agisca rispetto all’altra), ma è (in questo contesto) irrilevante: nessuna delle due è infatti “scelta” dall’individuo, il quale non può quindi considerarsi moralmente responsabile. Non la genetica (visto che si tratterebbe di una scelta ante-nascita). Non l’ambiente, nel quale un individuo si viene a trovare indipendentemente dalla sua volontà.

Ovviamente L’individuo compie delle scelte durante la sua vita che (tra le altre cose) modificano anche l’ambiente. Ma ogni scelta, a cominciare dalla prima, dal primo atto di volontà in assoluto, non può che essere imputata alla genetica e all’ambiente nel quale ha vissuto fino a quel momento e quindi risulta pre-determinata e senza responsabilità morale in modo perfettamente coerente con l’onniscienza di Dio.

Sfortunatamente così il peccato, l’inferno, il regno dei cieli, il pentimento etc, perdano di qualsiasi significato….





San Paolo e la Cina

1 07 2008

Benedetto e la transustanziazione

Non posso far a meno di notare sul sito degli Amici di Ratzinger, la “Presentazione [di San Paolo] con parole di sua Santità”. La cosa che mi colpice (per l’ennesima volta) è la consacrazione truculenta del sacrificio, che però non rimane confinato nel passato (remoto), ma viene sfrontatamente rappresentato come desiderabile per il presente: “… come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo …”.

E’ vero, Benedetto ci ha abituato anche a molto peggio, ma la cosa stupefaciente degli amici di Ratzinger  è che lì vicino campaggia il banner per boicottare le olimipiadi cinesi. Ma lo sanno che Ratzinger attua una politica estremamente conciliante con la Cina, tanto da accettare in pratica addirittura nomine di vescovi filo-governativi ed ha pure rifiutato di incontrare il Dalai Lama (in visita in Italia), pur di evitare di “infastidire” gli amici Cinesi ?

Cercare coerenza o anche un semplice filo logico nel comportamento dei fedeli è impresa ardua, ma ogni volta mi sorprendo di quale capacità abbiano di digerire con la forza dell’illusione qualsiasi cosa…