Non sono morto

26 11 2008

Ieri qualcuno è finito su questo blog cercando “andrea murru morto“.

Non sto male (che io sappia), né credo di avere dei nemici disposti ad uccidermi, ma evidentemente a qualcuno è venuto il dubbio… a scanso di equivoci ecco una mia foto con un giornale di oggi a testimoniare della mia esistenza in vita.

Sono vivo!





Il dialogo tra le religioni non è possibile

23 11 2008

Lo ammetto, questa volta Benedetto XVI mi ha davvero sorpreso. In una sua lettera al senatore Marcello Pera, il Papa dice con assoluta “disinvoltura” che

[...] un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo.

A me è sempre sembrato evidentissimo che avere un “dialogo” con chi reputa fondante una serie di dogmi e la fede da riporre in essi, sia molto difficile (e poco sensato)…. ma averne avuto una tale autorevole conferma, è stato davvero stupefacente.





Eccesso di successo

21 11 2008

E’ stato lanciato nei giorni scorsi Europeana, quella che sarà la più grande libreria europea con ben due milioni di opere in 23 lingue, fra testi, spartiti, registrazioni audio, video e immagini: tutto pubblicato gratuitamente sul Web per la consultazione degli utenti.

Peccato che il servizio sia già stato sospeso:

The Europeana site is temporarily not accessible due to overwhelming interest after its launch (10 million hits per hour).

We are doing our utmost to reopen Europeana in a more robust version as soon as possible.

La domanda che mi faccio è questa: non sviluppare il sistema perché sopportasse un simile carico è stato un errore completo ed inqualificabile o ha una sua ratio ?

Nel mondo reale, è infatti necessario fare delle scelte che limitino il consumo di alcune risorse (ad esempio il tempo) nella fase di realizzazione di un progetto, con delle conseguenze (non sempre completamente prevedibili) su alcune caratteristiche finali quali ad esempio l’efficienza, scalabilità e affidabilità.

In quasi tutti i progetti sui quali mi è capitato di lavorare, (valutando a posteriori la cosa) abbiamo dedicato troppe risorse all’efficienza (specie locale), meno (ma comunque troppa) alla scalabilità (visti i carichi effettivi che abbiamo dovuto sopportare) e troppa anche all’affidabilità, nel senso soprattutto che abbiamo utilizzato architetture eccessivamente complesse, senza reali vantaggi nel contesto operativo e anzi con qualche problematica dovuta proprio al sistema di monitoraggio. Ovviamente ogni considerazione è fortemente relativa al singolo progetto, ma mi sento di fare qualche considerazione in generale:

I più grandi vantaggi in termini di efficienza, scalabilità ed affidabilità si consegueno a livello di architettura di sistema e un’architettura semplice, pur anche con alcuni limiti bene noti, è il miglior investimento possibile sia in termini di risorse utilizzate che di effettivi risultati ottenibili.

Tornando al caso Europeana, credo che non siano giustificabili. Hanno commesso un grave errore di progettazione, visto che in un caso del genere la scalabilità non puo’ non essere considerata un obbiettivo prioritario. Brutta figura.





Di chi è la mia vita?

14 11 2008

La recente sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro, mi ha davvero sorpreso: forse per un eccesso di rassegnato pessimismo non credevo che un simile pur minimo rigurgito di laicismo di Stato potesse davvero aver luogo in Italia.

 Questa vicenda fornisce in effetti molti spunti di riflessione interessanti. Senz’altro la sfrontata protervia con la quale la chiesa cattolica ha reagito alla sentenza (addirittura prima della sentenza stessa per bocca del cardinale Barragan), con toni inusitati che sfiorano la rilevanza penale e che comunque sono davvero inaccettabili sul piano delle semplici relazioni diplomatiche tra Stati sovrani, specie se paragonata al rispettoso silenzio col quale (non) vengono commentate le migliaia di esecuzioni capitali cinesi.

Ed è anche impossibile non notare che i ministri e gli esponenti tutti del governo, anzichè insorgere per ingerenze arroganti ed ingiustificate, attaccano anche loro la magistratura.

Il tema però più interessante (dal punto di vista filosofico) è un’altro: In quanto individuo ho la disponibilità completa della mia vita o no ? E’ evidente che il solo fatto che ci sia stato bisogno di una sentenza indica che la risposta alla domanda precedente è (in questo momento) un secco no.

In caso contrario altrimenti è evidente che non solo l’eutanasia, ma anche il suicidio assistito, dovrebbero essere assolutamente legalmente autorizzati con limiti relativi al solo accertamento della volontà del legittimo ‘proprietario’ del bene (la sua stessa vita).

Ma allora di chi è la mia vita ? Purtroppo temo che (anche per lo Stato) la migliore risposta possibile sia: “La tua vita è (un dono) di Dio. Ed è la Chiesa che stabilisce cosa ne pensa a riguardo“.

Saro’ un tipo particolare, ma non la ritengo una risposta rassicurante. Io personalmente, almeno per quanto riguarda la mia vita, mi fido più di me che di chiunque altro e trovo più rassicurante poter decidere di morire che essere costretto a “vivere” dal mons. Bagnasco.





Precariato e Chiesa

29 10 2008

Per quanto ritenga che le affermazioni corrette siano tali indipendentemente da chi le fa e da qualsiasi altra azione o affermazione, una totale mancanza di coerenza è davvero difficile da tollerare, specie se i temi in questione sono morali e/o etici.

In effetti arrivo a pensare che chi si fa a parole paladino di temi etici o morali (o più in generale questioni di tipo culturale) è quasi sempre MENO affidabile nei fatti rispetto a chi ne parla di meno.

Un esempio mirabile a riguardo ce lo offrono la Chiesa Cattolica e Benedetto XVI a riguardo del precariato.

Di recente infatti il Papa è sceso in campo a fianco dei precari (a parole), quando invece (nei fatti) la Chiesa non brilla certo, anzi…  le Iene hanno smascherato una realtà a dir poco squallida di vero e proprio sfruttamento completamente in nero da parte dell’ ORP e quindi direttamente della Chiesa.

Di seguito potete vedere il servizio… credo che lasci pochi dubbi sulla coerenza della Chiesa, oltre che su una certa connivenza tra istituzioni civili e chiesa, ma questo è un altro discorso….





C plus plus vs C

12 10 2008

Una poco velata critica al C++ da parte di Linus Torvalds, mi ha portato a fare qualche considerazione sul C++ e più in generale sulle motivazioni delle scelte (apparentemente solo di natura tecnica) dei programmatori.

Devo premettere che sono di parte, visto che da molti anni utilizzo (con soddisfazione) principalmente il C++. D’altro canto ho comunque avuto a che fare nel corso degli anni con altri linguaggi, ambienti e procedure di sviluppo, in progetti molto diversi per numero di partecipanti, complessità e obbiettivi. Spero quindi di poter fare delle considerazioni non partigiane…. :)

Fondamentalmente io non concordo con Torvalds, ma paradossalmente concordo per certi versi con lui quando dice

I've come to the conclusion that any programmer that would prefer the project to be
in C++ over C is likely a programmer that I really *would* prefer to piss
off, so that he doesn't come and screw up any project I'm involved with.

Semplicemente io non vorrei assolutamente nessun programmatore nel mio team che preferisse un qualsiasi linguaggio (ma anche tool o sistema operativo), in modo INCONDIZIONATO, non relazionato agli obbiettivi del progetto.

Questo non vuol dire affatto che la scelta non debba dipendere ANCHE dalle proprie inclinazioni personali o quanto meno dal proprio patrimonio di conoscenze (stando attenti a non infilarsi nelle profezie auto-avveranti di Carlo Pescio). Vuol dire semplicemente e molto banalmente che la scelta di un linguaggio, un tool o una metodologia da utilizzare deve dipendere dagli obbiettivi di progetto e non da valori pure apparentemente validi in generale.

Più in generale si tratta di una forma di dis-allineamento tra i VALORI del progetto (spesso ad esempio i tempi di rilascio) e quelli ritenuti tali dagli sviluppatori (efficienza, scalabilità, ma anche documentazione, copertura dei test di unità etc). E’ vero che spesso non è affatto facile capire quali siano i valori del progetto (anche per responsabilità del menagement) e che non è certo compito degli sviluppatori definirli, ma è sicuramente loro compito comprenderli e lavorare onestamente al fine di massimizzarli.

L’errore più comune è quello di scambiare strumenti con obbiettivi: un programma deve fare senza errori quello che gli utenti si aspettano, non avere la barra verde dei test unità sulla macchina degli sviluppatori. O aprossimarli con valori considerati sempre validi: ad esempio le prestazioni (cosa spesso non utile o magari da ricercare su piani molto diversi dell’ottimizzazione delle strutture base) o la flessibilità che viene intesa in termini estremamente tecnici (come magari la molto remota possibilità di utilizzare db server differenti), mentre ciò che sarebbe veramente utile è la flossibilità di reagire a cambiamenti delle spicifiche.

La cosa più interessante è che, paradossalmente, questi “errori di prospettiva” sono possibili SOLO a programmatori che abbiano un discreto grado di conoscenze e anche una certa dose di passione e che quindi potrebbero anche essere considerati dei buoni programmatori. Sicuramente però sarebbero dei pessimi team leader, quelli che Carlo Pescio chiama super-programmatori e che sono ottimi per portare a compimento il progetto che esiste nella loro mente (non quello che gli viene affidato).

In questo senso è più probabile che un super-programmatore usi il C++ piuttosto che il C ? Probabilmente sì, visto che è assolutamnete coerente con la sua psicologia utilizzare lo strumento più avanzato, innovativo e “potente” (qualsiasi cosa voglia dire). Ma a dire il vero (e per le stesse motivazioni) è più probabile che usi Java (o magari Ruby o Python) e che sia un patito di linux, dell’open source e soprattutto dell’extreme programming.

Nel merito delle caratteristiche tecniche del C++ rispetto al C o ad altri linguaggi invece è meglio che parli in un altro post… questo è già troppo lungo così :)





Un viaggio costosetto…

5 09 2008

Quanto pensate che valga la visita del Papa in Sardegna ? Più facile dire quanto costa alla regione Sardegna. Almeno 1.400.000 €, se consideriamo esclusivamente i soldi conferiti direttamente alla diocesi. Se non ci credete leggete il documento ufficiale.

Senza contare i costi (anche non economici) affrontati dalla stato (forze di polizia), dal comune e dalla cittadinanza. E delle iniziative non proprio di basso profilo, legate alla visita, come la rimozione dei cassonetti dalle strade lungo le quali passerà il Santo Padre (perché il suo sguardo non risulti turbato) o del calice d’oro massiccio e pietre preziose che gli verrà donato durante le celebrazioni, magari dopo una dura condanna del consumismo e della povertà.

Non mi rimane che sperare nel cielo…. una bella pioggia insistente sarebbe l’ideale non solo per la siccità, ma anche per riportare sulla terra un uomo che pensa davvero di non essere semplicemente tale.





Dio della vita ?

16 08 2008

Ingenuamente mi è sempre sembrato che “NON UCCIDERE” fosse un obbligo non equivocabile. E’ un testo brevissimo, identico sia nell’ Esodo che nel Deuteronomio, impossibile trovare delle scappatoie… Non uccidere MAI, per NESSUN MOTIVO, in NESSUNA CONDIZIONE. Neppure per legittima difesa ad esempio; certamente non in guerra o per punire un colpevole.

Ovviamente mi sbagliavo: ci sono delle regole, altrettanto chiare e assolutamente contraddittorie nella stessa Bibbia. E addirittura i “reati” per i quali BISOGNA uccidere sono parecchi (e anche diversi dall’omicidio). Basta ad esempio ribellarsi al padre o al sacerdote:

Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre, né di sua madre […] tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà (Deuteronomio 21, 18-21);

Chiunque maltratta suo padre o sua madre, dovrà essere messo a morte» (Levitico 20, 9);

L’uomo che si comporterà con presunzione e non obbedirà al sacerdote che sta là per servire il Signore, suo Dio o al giudice, quell’uomo dovrà morire (Deuteronomio 17, 12);

O praticare negromanzia o divinazione (?)

Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte. Saranno lapidati (Levitico. 20, 27);

E non mancano ovviamente i “reati” sessuali

Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno essere messi a morte (Levitico 20, 10);

Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue regole […] tutti e due saranno eliminati dal loro popolo (Levitico 20, 18);

Ed in particolare l’omosessualità:

Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte (Levitico 20, 11-17).

A parte l’insostenibilità in termini moderni di tali affermazioni, la cosa che salta immediatamente agli occhi è l’assoluta incoerenza con altre affermazioni bibbliche (anche del solo antico testamento) e in particolare con il camandamento di non uccidere. Tutto ciò è assolutamente coerente con una visione “umana” della Bibbia, scritta da uomini, con idee diverse e in periodi diversi, ma è davvero difficile attribuire tanta incoerenza a Dio.

Ma i credenti, quasi sempre SENZA leggere la Bibbia, passano sopra a tali gigantesche incoerenze, con la spensierata incoscienza di chi non solo non vede, ma neppure guarda…





Omonimia

30 07 2008

Non credo di avere un nome molto comune, ma comunque qualche omonimo lo trovo anch’io… e qualche volta anche in formato multimediale!





Spiegare i miracoli

18 07 2008

Questo video e il post su un blog mi hanno portato ad una riflessione sul senso delle ricerche per “spiegare”, direi quasi “giustificare” i miracoli (attribuiti a santi o divinità varie) o in generale alle tante “fantasiose” affermazioni lagate all’intervento divino della bibbia o degli altri testi “sacri”.

A mio parere c’è una quasi totale equivalenza tra lo “spiegare” in termini scientifici un miraco e l’affermare che il racconto è falso: in entrambi i casi si tratterebbe di un semplice “trucco” :)

Se ad esempio Gesu avesse camminato sulle acque sfruttando le proprietà di un fluido non newtoniano, semplicemente avrebbe compiuto uno spettacolo di magia e quindi la storiella della bibbia sarebbe sì più credibile, ma non avrebbe nulla di soprannaturale.

Come quando (più di recente) analizzato il sangue di una qualche madonnina piangente, gridano soddisfatti che si tratta di sangue umano ! Davvero stupefaciente :) ) E guarda caso è magari proprio quello del padrone della statua :) Ovviamente la cosa notevole sarebbe proprio il contrario; NON è sangue umano, né di alcun animale conosciuto…